#Culturaèpartecipazione

13/07/2017

Archivio di Stato di Treviso

Ama il Tuo Quartiere
Dal 19 giugno 2015, l'Archivio di Stato di Treviso, alle fondamentali attività di tutela e conservazione, premessa e fondamento di qualsiasi attività di “valorizzazione”, ha affiancato un'intensa opera di comunicazione del proprio patrimonio culturale.
Si è tenuto sempre ben presente, in tale attività, il dettato dell'art. 9 della Costituzione italiana: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
In un discorso pronunciato, il 5 maggio del 2003, in occasione della premiazione dei benemeriti della cultura e dell'arte, l'allora presidente Carlo Azeglio Ciampi, così si espresse a proposito dell'attività di tutela:
“Anche la tutela, dunque, deve essere concepita non in senso di passiva protezione, ma in senso attivo, e cioè in funzione della cultura dei cittadini, deve rendere questo patrimonio fruibile a tutti”.
Ed infatti, per il Codice dei Beni Culturali la “tutela” è quell'attività intesa a riconoscere, proteggere, conservare un bene del patrimonio culturale affinché possa essere fruito e goduto dalla collettività.
Concetti ripresi dalla Convenzione di Faro (Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore dell'eredità culturale per la società”, Faro 27 ottobre 2005) che riconosce che “il diritto all'eredità culturale è inerente al diritto a partecipare alla vita culturale” e che attribuisce al Patrimonio un ruolo fondamentale nella costruzione di una società più giusta, pacifica e democratica; una funzione di avvicinamento e dialogo tra culture diverse, di integrazione tra le genti, oltre che di sviluppo economico sostenibile.
La convenzione è entrata in vigore il 1° giugno 2011 ed è stata sottoscritta dall'Italia nel 2013.
La “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” (approvata e proclamata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948) riconosce che ogni individuo, ha diritto alla “sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali”, nonché “culturali, indispensabili alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità” (art. 23). L'art. 27, sancisce, inoltre, che “Ogni individuo ha diritto a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici”.
Parafrasando una canzone di Giorgio Gaber potremmo dunque dire che la “Cultura è partecipazione” (slogan delle Giornate Europee del Patrimonio 2016) e, dunque, che la “Cultura è Libertà” (oppure che la Cultura rende libere le persone) perché la “Libertà è partecipazione”.
Illuminanti, a tale proposito, sono le parole di un oscuro sacerdote trevigiano, Giambattista Rambaldi, della parrocchia del Duomo, che prese parte attiva ai moti rivoluzionari del 1848 (la c.d. “Primavera dei Popoli”): “L'uomo è tale solo se libero, non essendo la libertà che la coscienza della propria personalità”.
La cultura è un tassello fondamentale nello sviluppo della personalità di ogni uomo, come appunto ricordato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Per tutti questi motivi l'Archivio di Stato di Treviso, accanto ad una paziente e rigorosa opera di studio e conoscenza del patrimonio conservato, da due anni, come si è detto, ha intrapreso una capillare attività di comunicazione del medesimo, iniziando dalle scuole di ogni ordine e grado.
Grazie alla collaborazione con il Comune di Treviso ed i Circoli didattici e alla manifestazione “Ama il Tuo Quartiere” sono state raggiunte le scuole elementari e dell'infanzia. I progetti di alternanza scuola / lavoro hanno consentito di avvicinare alle fonti archivistiche i ragazzi delle scuole superiori, attraverso la lettura di documenti originali, in particolare dell'Ottocento, e l'implementazione di banche dati utili alle ricerche. Gli studenti hanno appreso come avviare una ricerca in Archivio, a leggere documentazione a partire dal XVI secolo ed hanno, infine, ricevuto nozioni di legatoria e restauro, tanto da saper confezionare, al termine del percorso, un vero e proprio libro.
I ragazzi, in definitiva, hanno imparato a conoscere l'importanza della conservazione delle testimonianze scritte - grazie alle quali è possibile ricostruire la storia di un territorio - ed a riconoscerne la “bellezza”. Perché, anche se raramente si trova accostato il concetto di bellezza a quello di archivio, occorre dire che i documenti conservati sono intrinsecamente ed estrinsecamente “belli”. Inoltre, arte, storia, cultura sono patrimonio dello spirito, cibo per l'anima e per la mente e, dunque, “bellezza”.
Gli stage universitari stanno consentendo lo sviluppo di progetti di censimento e preinventariazione archivistica e sono occasione, per lo studente, di immergersi ulteriormente, nella conoscenza delle fonti.
Le mostre documentarie, è appena il caso di sottolineare ad ingresso libero, realizzate (dal giugno 2015, tre all'anno) e le visite guidate, sempre gratuite, sono rivolte invece a tutti i pubblici, in quanto l'educazione al patrimonio è diritto di tutti. Numerose visite guidate sono state realizzate e continueranno ad esserlo in favore di scuole, associazioni (culturali, di volontariato, di quartiere, ecc.), Università della Terza Età, gruppi di cittadini che ne facciano, semplicemente, richiesta.
A seguito della mostra documentaria “Treviso nel Risorgimento” (24 settembre 2016 - 25 marzo 2017) è stato sviluppato un percorso didattico, in corso di ulteriore raffinamento, finalizzato ad illustrare le questioni risorgimentali attraverso i documenti d'archivio, comprendendo e superando le vicende locali. Particolare attenzione è stata posta alla società e all'economia del Veneto preunitario. Nei sei mesi di apertura la mostra è stata raccontata a oltre 1000 studenti delle scuole trevigiane.
Appuntamenti fissi per la realizzazione di mostre documentarie sono i due “grandi eventi” annuali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: “Le giornate Europee del Patrimonio” e le “Domeniche di Carta” (rivolte, queste ultime, in particolare ad Archivi e Biblioteche).
Il 23 ed il 24 settembre 2017 (Giornate del Patrimonio), l'Archivio di Stato offrirà un'esposizione dal titolo “Cultura e Natura nella Marca Trevigiana” intesa ad illustrare la percezione della natura ed il rapporto uomo - ambiente tra medioevo ed età moderna.
L'8 ottobre (Domenica di Carta), la mostra documentaria “Storia e Storie” sarà incentrata sull'importanza della conservazione e della tutela per la valorizzazione del patrimonio culturale.
Dal 2018, le “Conversazioni in Archivio” rappresenteranno momenti di incontro su tematiche riguardanti la storia, la tutela, gli archivi.
Lo scopo di questa “comunicazione” o, se si preferisce “valorizzazione” è, dunque, molteplice: comunicare “il bello”, consentire il “godimento” di un patrimonio culturale che necessita comunque della mediazione dell'Archivista; formare cittadini consapevoli della ricchezza del patrimonio dell'Archivio di Stato della provincia in cui vivono e che abbiano il desiderio di continuare a “passeggiare” in Archivio, per esercitarsi nella lettura dei documenti che esso contiene e per approfondire la conoscenza della storia del territorio.
Si pone anche, in tal modo, alla collettività, il tema della centralità degli archivi, luoghi della città in cui avviene la trasmissione nel tempo, da una generazione ad un'altra, di notizie, avvenimenti, tradizioni, valori spirituali, della memoria storica di un territorio. Luoghi che hanno bisogno di spazi per conservare e tramandare, mostrare ed educare al patrimonio. Spazi che siano caratterizzanti per la città, mutuando, in un certo senso, un tema caro al Rinascimento: quello della città “ideale”, capace di influire positivamente sugli abitanti, accrescendone il benessere spirituale.
La documentazione conservata negli archivi non è, tuttavia, soltanto direttamente connessa con le tematiche dello sviluppo della cultura e della tutela.
L'attualità del valore civile degli archivi sta anche nella capacità di essere utilizzati per la tutela e l'affermazione dei diritti fondamentali dei cittadini ed anche in tale direzione proseguirà l'impegno dell'Archivio di Stato di Treviso per la divulgazione della conoscenza del proprio patrimonio; nell'intento complessivo di contribuire all'offerta culturale del territorio in cui opera, favorire la crescita dell'inclusione sociale ed il superamento del cultural divide, rafforzare lo sviluppo della partecipazione pubblica, incrementare l'attrattiva turistica del territorio, favorire l'integrazione sociale e culturale, cercando il dialogo e la collaborazione con i soggetti pubblici e privati presenti nel territorio.
Treviso, 12 luglio 2017
dott. Antonio Bruno
Direttore Archivio di Stato di Treviso